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Caro diario,

tra il giorno e la sera c’è un tempo troppo breve per pensare. E poi qualunque pensiero sarebbe nulla dentro l’universo.

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Caro diario…

Stamattina camminavo. Guardavo di proposito oltre i passi, occhi bassi. Forse per sentire, come fossi lontano oppure dentro un guscio protettivo, il rumore del mondo già in movimento. Da un lato il grido di potenza dei motori, dall’altro un residuo di silenzio notturno ancora in corpo. Vedevo mentalmente i motorini e le auto passarmi di lato nelle due direzioni. Gli sguardi dei passanti più mattinieri di me. Immaginavo anche quelli, senza distogliere la visuale dal marciapiede, al mio passo regolare.

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Verso sera invece, andando incontro al tramonto, mi lasciavo dietro i pensieri del giorno, anche quelli conficcati nel profondo.

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Simile ad uno di quei paracadute a motore, tanto distanti da sembrare silenziosi, procedevo scivolando sull’asfalto della via di casa, popolata di colori mai visti. Eppure familiari e intonati alla musica interiore che suonava al ritmo del motore.37525023342_96b5212c68_o

Caro diario…

Milano, 6 ottobre 2017.

Sono arrivato in treno. Per tutto il viaggio ho pensato velocemente al passato. Ogni stazione intermedia: un ricordo. Si pensa meglio soli nello scompartimento. Si può anche guardare gli altri e le cose, anche se apparentemente non succede nulla. Invece ogni elemento ha una propria posizione con il relativo significato, ogni gesto, ogni sguardo è ben definito dalla circostanza di trovarsi seduti, estranei e in movimento.

Persino ritornare può sembrare bello, riprendere il treno sentendosi come dentro un luogo familiare e in qualche modo accogliente.

Percepire lo stato interno e il desiderio di uscire dai propri confini, rimettere piede nel mondo là fuori.

Nobody

NOBODY è il tema delle mie attuali fantasie fotografiche. Gli ho dato uno spazio nel quale mantengo aggiornate le immagini e scrivo di tanto in tanto idee e piccoli pensieri, tutte cose che abbiano a che fare con nobody.

Leggerezza

Vorrei essere capace di leggerezza, di compiere sforzi per sottrarre peso, ai corpi, ai discorsi, alle parole, alle immagini. Vorrei la stessa leggerezza di una ballerina, del suo volare annullando la gravità. Vorrei spargere leggerezza come fiori con il mio stesso corpo, coincidente per una volta coi soli pensieri #sognofacebookpiúleggero

Inutili filigrane

Non dico cosa penso dell’apposizione su una foto del proprio nome in filigrana, seguito da “photography”, o sulla cornice che lo evidenzia ancora meglio, per poi guidare lo sguardo su una didascalia che riporta dati exif e magari anche il colore della fotocamera utilizzata. Anche un dilettante assoluto come me sa bene che la fotografia è ben altro, ha a che fare con l’umanità, con il mondo, la luce ed i contrasti non sono che la voce per cercare se stessi e gli altri nello scenario della vita. Osservare compiaciuti il risultato di un semplice (o complicato) sforzo tecnico è triste e inutile, in ogni caso nulla ha a che fare con la passione per la fotografia. Almeno è ciò che penso.

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “come”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché”. (Man Ray)